La collaborazione tra Avis e GLS, iniziata da circa due anni, è fondata su una comune visione del concetto di mobilità.
GLS e il suo legame con il mondo anglosassone, altro fattore che caratterizza la storia di Avis, è stato un importante volano che ha contribuito a gettare le basi di una collaborazione proficua per entrambe le società.
GLS è così diventato uno dei fornitori principali di Avis per quelle spedizioni considerate “speciali“, che necessitano di particolari attenzioni e coperture assicurative.
GLS si definisce come “Un grande gruppo europeo al servizio delle vostre spedizioni”. Fatti e numeri danno sostanza a questa affermazione: GLS in Italia è presente con 134 Sedi, 10 Centri di Smistamento, 2.900 mezzi per distribuzione, 313 mezzi di linea e 110.000 clienti. In Europa fornisce il proprio servizio in 36 paesi tramite 678 Sedi, 32 Centri di Smistamento, 16.000 mezzi per distribuzione, 2.200 mezzi di linea, 228.000 clienti e ben 13.000 dipendenti.
Ne parliamo con Klaus Schädle, Managing Director di GLS Italy.
Qual è il suo ruolo all’interno della GLS?
Sono l’Amministratore Delegato di GLS Italy e dirigo inoltre GLS Austria e l’intera area Sud della Germania.
La GLS si differenzia da altri corrieri internazionali attraverso la scelta della formula del Franchising e quindi piccole aziende che operano all’interno di un grande gruppo. Può spiegarci i vantaggi che offre tale formula alla vostra clientela?
L’esperienza di GLS Italy con il sistema in Franchising è stata molto positiva. I nostri clienti possono infatti contare, da un lato, su un rapporto diretto con interlocutori locali che hanno familiarità con le particolarità regionali e cercano di andare incontro alle esigenze dei clienti con la massima flessibilità, mentre dall’altro possono godere dei vantaggi offerti dal Gruppo GLS: servizi innovativi, elevati standard di qualità, una solida e potente infrastruttura IT e il collegamento a una rete europea estesa e capillare.
Avendo in costante contatto con le piccole e medie imprese da molti anni, qual è, secondo il vostro punto di vista, lo stato di salute di questi protagonisti del’economia in Italia?
Basandoci sui rapporti con i nostri clienti, è difficile esprimere un giudizio generalizzato sulla situazione delle PMI in Italia. Personalmente ho l’impressione che queste imprese costituiscano, ora come in passato, la spina dorsale dell’economia nazionale – la dice lunga il fatto che a tutt’oggi la maggior parte degli occupati in Italia lavora in aziende con meno di 50 dipendenti. Negli ultimi mesi, tuttavia, molte PMI hanno dovuto sopportare drastiche riduzioni del fatturato.
Vede segni di ripresa economica e se sì quali?
Almeno per quanto riguarda i nostri volumi di spedizione sembra che la situazione si stia nuovamente stabilizzando. Stiamo registrando un forte interesse da parte dei clienti per i nostri servizi di spedizione internazionali – in controtendenza rispetto al settore -, in quest’area i volumi potrebbero addirittura crescere.