Lo splendido Borgo di Torre Alfina

By avisitalia | July 14, 2010 at 8:00 am | No comments | News dal mondo Avis | Tags: , , , , , , , ,

Torre Alfina ed AvisA meno di dieci chilometri dal Comune di Acquapendente, il Borgo di Torre Alfina rivive e valorizza la propria storia e le proprie potenzialità: aria buona, tanto verde e strutture culturali e ricettive.
Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, tutti gli anni ospita il Torre Alfina Blues Festival, una bellissima manifestazione musicale che vede Avis Autonoleggio sponsor sin dalla prima edizione. Questo evento fonde perfettamente la bellezza del Borgo con quella della musica blues e jazz, creando delle serate assolutamente indimenticabili.

Ma vediamo nel dettaglio il borgo: nella piazza principale si erge la pittoresca Chiesa di S.Maria Assunta, in parte ricostruita e, di fronte, il piccolo giardino. Alle porte del paese si trova la Chiesa della Madonna del Santo Amore, dalla semplice facciata e dal caratteristico campanile. Il paese confina con la Riserva Naturale di Monte Rufeno alla quale si accede dalla piazza principale: all’interno della riserva si troca il Sasseto, uno dei parchi monumentali d’Italia ed il Museo del Fiore con l’antico mulino ad acqua da poco ristrutturato.
La storia del borgo di Torre Alfina è tutt’uno con quella del suo castello, nato nell’Alto Medioevo attorno a una torre d’avvistamento già esistente. Monaldo Monaldeschi nei Comentari Historici fa risalire questi fatti alla dominazione longobarda di Desiderio, nell’VIII secolo. Gente di Valcelle, Meana e Montecuccione ripararono qui, attorno a una torre fatta in fortezza. Dall’alto dei suoi 602 metri sul livello del mare domina il paesaggio circostante a 360 gradi e per molti chilometri, praticamente inespugnabile.
Quando Carlo Magno scese verso Roma, nell’809, passò da queste parti ed un suo fratello diede inizio alla famiglia dei Monaldeschi. Dobbiamo a Sforza Cervara, ex capitano di ventura, la ricostruzione in stile rinascimentale del primitivo castello medievale.
Ai Monaldeschi della Cervara seguirono i marchesi Bourbon del Monte, i quali tennero palazzo e proprietà per più di due secoli. Nel frattempo il borgo, che già dalla metà del ‘400 si governava in forma di comunità, divenne comune prima ad Orvieto e quindi ad Acquapendente.
Sul finire del 1800 tutte le proprietà signorili furono acquistate dal Conte Edoardo Cahen, che si fregiò del titolo di Marchese di Torre Alfina. Edoardo fece ristrutturare completamente il palazzo Monaldeschi: l’immensa mole di pietra cercò spazio anche in varie parti del paese che furono completamente trasformate, come la zona che accoglie la Rampa d’accesso al castello o quella che guarda la piazza s. Angelo, occupata da un giardino pensile e dalla scalinata d’accesso. Quest’opera colossale fu affidata all’architetto Giuseppe Partini di Siena, e i lavori si protrassero fino agli anni venti del 1900. Edoardo non vide il castello finito ma volle comunque essere seppellito nell’amato bosco-giardino del Sasseto.

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