
Siracusa Castello Maniace
Dal 22 al 24 aprile si è appena tenuta a Siracusa la riunione dei ministri del G8 Ambiente, durante la quale si sono affrontati i temi dei cambiamenti climatici, delle biodiversità e delle eco-tecnologie.
Non vogliamo affrontare le tematiche del G8 ma vogliamo segnalare la sede nella quale si è svolto l’incontro, lo splendido Castello Maniace di Siracusa. Sono infatti terminati i restauri di questo splendido complesso, posto alla punta estrema dell’isola di Ortigia: una posizione strategica dove sono state posizionate sempre basi militari, non ultima la Caserma Abela, ormai smilitarizzata e sede della Facoltà di Architettura.
I grandi lavori esterni con i quali sono stati eliminati terrapieni, fabbricati recenti e strutture in cemento armato, hanno ridato respiro e profondità all’imponenza del maschio federiciano e ne mostrano tutta la grandezza ed imponenza: da ora in poi sarà sempre “l’occasione giusta” per visitare Siracusa e questo spettacolare monumento del periodo Svevo.
Sebbene molti storici nutrano dei dubbi sull’effettiva destinazione data al Castello, la sua storia inizia nel 1038 quando, a difesa del porto naturale di Ortigia, il comandante bizantino Giorgio Maniace fece costruire un forte, che venne poi trasformato in castello da Federico II e che nel 1288 divenne la dimora del re Pietro III d’Aragona. Qui alloggiò Nel 1540 anche l’ammiraglio Andrea Doria, durate la spedizione organizzata da Carlo V contro i Musulmani.
Per quasi tutto il XV secolo il Castello fu utilizzato come prigione, mentre dalla fine del XVI secolo, il Castello diventa un fulcro della cinta muraria di Ortigia. Ma Il 5 novembre 1704, un’esplosione nella polveriera distrugge parte del complesso.
In età napoleonica il Castello rivive con funzioni militari e viene munito di bocche da cannone: nel 1838, a salvaguardia dei moti che stavano scatenandosi in tutto il Regno, i borbonici di Ferdinando vi innalzano una casamatta. Dopo l’unificazione d’Italia esso rimase un presidio militare.