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30/11 2009

Montepulciano, un luogo ricco di incontri indimenticabili

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Un vino può racchiudere un ricordo e darci la possibilità di dare una “vita seconda” ad un momento iscritto in noi; può emozionarci, stupirci e raccontarci una storia. In questo secondo caso assaggerete queste sensazioni già dal profumo dei vini prodotti da Chiara Barioffi, anima e forza della “Fattoria Le Casalte” luogo in cui nascono sapori e storie.
Un’imprenditrice femminile che esprime l’eleganza, la gentilezza, la determinazione dell’essere donna nell’accezione migliore; se c’è un modo femminile di gestire un’impresa, e siamo convinti che ci sia, non potevamo trovare immagine più adatta.
Chiara vive San’Albino in provincia di Montepulciano, una terra generosa per gli occhi, il palato, piena di silenzio e dai ritmi dolci e dai contorni netti come le colline e i volti che le abitano. Avis ti invita a scoprire con i tuoi occhi questi luoghi densi di vita e fascino; come già appare dall’intervista a Chiara Barioffi.

Come è iniziata la tua avventura nel mondo del vino?
Per puro caso; se mi avessero chiesto da adolescente cosa mi sarebbe piaciuto fare da grande, non avrei certo risposto “la produttrice di vino“. Fatto sta che poi certi eventi arrivano un po’ per caso, un po’ aspettano il tempo giusto per venire alla luce e così, per una serie di coincidenze, oggi sono qui. Serviva una figura della nostra famiglia che stesse più a contatto con l’azienda di quanto fino a quel momento fosse avvenuto, ho accettato di essere io, anche perché mi avevano appena regalato un cavallo per il mio compleanno, animale che deve essere seguito personalmente e che era in un maneggio qui vicino; avevo 22 anni, studi universitari in corso, vita e animo cittadino, non avrei pensato che sarebbe diventata la mia vita!

Quali riconoscimenti ti hanno fatto più piacere?

Primo fra tutti, il “brava” di mio padre, detto dopo aver ricevuto notizia di un premio arrivato su un vino per il quale avevo combattuto molto. Il vino per me non è solo chimica: dietro un vino ci sono le idee, le sensazioni del produttore e quello che lui vuole trasmettere attraverso il suo prodotto. Dopodiché, tutti i riconoscimenti fanno piacere, non posso dimenticare il primo 5 Grappoli datoci dalla Guida Duemilavini A.I.S., come tutti quelli venuti a seguire, ultimo e freschissimo il 5 Grappoli per il Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2006, che riconferma che il cammino scelto è quello giusto. E poi certamente il 3 Bicchieri che la Guida del Gambero Rosso mi ha dato quest’anno sul Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2006 Quercetonda.
Ogni riconoscimento infonde un momento di calma e serenità, non c’è dubbio: poi si riparte e si inizia a pensare ad i vini che sono nelle botti in cantina!

Il vino QuerciatondaQual è la realtà della gestione al femminile nel tuo campo?
Quando ho iniziato a muovermi in questo mondo ero molto giovane;  ero una delle poche ad occuparsi della propria azienda, poi in questi 15 anni sempre più donne  si sono avvicinate a questo mondo affascinante, decise a vivere l’esperienza avvincente di poter creare un vino, rispettando ciò che la natura vuole.
Adesso siamo moltissime, non facciamo più notizia, per fortuna!, dico io; non mi sento una specie a parte, sono solo una persona che cerca di fare bene il suo lavoro e di esprimere se stessa.

Se dovessi raccontare i tuoi prodotti con un aggettivo?
Veri. Riconducibili alla produttrice!

Quali sono i Paesi nei quali i tuoi prodotti sono più apprezzati?
Svizzera, Usa e Brasile.

I tuoi  prossimi impegni?
Giro dai miei importatori in Svizzera, Germania, Serbia infine gli Stati Uniti. Dopodiché Vinitaly a Verona.

Qual èl vino che più ti scalda il cuore?
In questo momento M.I. di Ciro Biondi, Nerello mascalese. Vino emozionante, mi ha veramente colpito e non me lo dimentico.

Per informazioni: Le Casalte e Nobile di Montepulciano

Come Arrivare in auto
Montepulciano è a sud della provincia di Siena, dista circa 2 ore da Roma, circa ad 1 ora da Siena e Firenze.
Dalla Autostrada A1: uscita Bettolle-Val di Chiana, direzione Torrita di Siena. Una volta uscito dal paese, girare a sinistra e seguire le indicazioni per Montepulciano.
Da Siena: strada Siena-Bettole direzione Arezzo per poi uscire a Sinalunga. Proseguire in direzione Torrita di Siena ed oltrepassato il paese, seguire le indicazioni per Montepulciano.

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9/11 2009

Avis e GLS, qualità in Italia e in Europa

GLS ItalyLa collaborazione tra Avis e GLS, iniziata da circa due anni, è fondata su una comune visione del concetto di mobilità.
GLS e il suo legame con il mondo anglosassone, altro fattore che caratterizza la storia di Avis, è stato un importante volano che ha contribuito a gettare le basi di una collaborazione proficua per entrambe le società.
GLS è così diventato uno dei fornitori principali di Avis per quelle spedizioni considerate “speciali“, che necessitano di particolari attenzioni e coperture assicurative.
GLS si definisce come “Un grande gruppo europeo al servizio delle vostre spedizioni”. Fatti e numeri danno sostanza a questa affermazione: GLS in Italia è presente con 134 Sedi, 10 Centri di Smistamento, 2.900 mezzi per distribuzione, 313 mezzi di linea  e 110.000 clienti. In Europa fornisce il proprio servizio in 36 paesi tramite 678 Sedi, 32 Centri di Smistamento, 16.000 mezzi per distribuzione, 2.200 mezzi di linea, 228.000 clienti e ben 13.000 dipendenti.

Ne parliamo con Klaus Schädle, Managing Director di GLS Italy.

Qual è il suo ruolo all’interno della GLS?
Sono l’Amministratore Delegato di GLS Italy e dirigo inoltre GLS Austria e l’intera area Sud della Germania.
La GLS si differenzia da altri corrieri internazionali attraverso la scelta della formula del Franchising e quindi piccole aziende che operano all’interno di un grande gruppo. Può spiegarci i vantaggi che offre tale formula alla vostra clientela?
L’esperienza di GLS Italy con il sistema in Franchising è stata molto positiva. I nostri clienti possono infatti contare, da un lato, su un rapporto diretto con interlocutori locali che hanno familiarità con le particolarità regionali e cercano di andare incontro alle esigenze dei clienti con la massima flessibilità, mentre dall’altro possono godere dei vantaggi offerti dal Gruppo GLS: servizi innovativi, elevati standard di qualità, una solida e potente infrastruttura IT e il collegamento a una rete europea estesa e capillare.
Avendo in costante contatto con le piccole e medie imprese da molti anni, qual è, secondo il vostro punto di vista, lo stato di salute di questi protagonisti del’economia in Italia?
Basandoci sui rapporti con i nostri clienti, è difficile esprimere un giudizio generalizzato sulla situazione delle PMI in Italia. Personalmente ho l’impressione che queste imprese costituiscano, ora come in passato, la spina dorsale dell’economia nazionale – la dice lunga il fatto che a tutt’oggi la maggior parte degli occupati in Italia lavora in aziende con meno di 50 dipendenti. Negli ultimi mesi, tuttavia, molte PMI hanno dovuto sopportare drastiche riduzioni del fatturato.
Vede segni di ripresa economica e se sì quali?
Almeno per quanto riguarda i nostri volumi di spedizione sembra che la situazione si stia nuovamente stabilizzando. Stiamo registrando un forte interesse da parte dei clienti per i nostri servizi di spedizione internazionali – in controtendenza rispetto al settore -, in quest’area i volumi potrebbero addirittura crescere.

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26/10 2009

E dal fulmine nacque… il Tartufo bianco

La Fiera del Tartufo BiancoO almeno così si credeva una volta, ma ancora adesso il tartufo bianco oltre ad essere un oggetto del desiderio e rimasto avvolto da quell’alone di mistero riservato solo alle persone, luoghi o elementi dal fascino senza tempo.

Ne abbiamo parlato con l’Assessore al Turismo il  Dot. Antonio de Giacomi che oltre ad essere estremamente disponibile, ha trasmesso a noi dell’Avisblog tutta la passione per il territorio di Alba.

Qual è l’andamento di questo importante evento giunto alla sua 79a edizione?
La fiera si concluderà l’8 novembre ma, ad esempio, a dicembre si terrà un incontro tra chef nel Castello Grinzane-Cavour che avrà ovviamente come protagonista il nostro tartufo bianco.
Finora ogni fine settimana tra le decine di migliaia di persone che sono arrivate ad Alba non sono state solo tentate  dall’occasione gastronomica ma anche dalle innumerevoli iniziative legate alla Fiera Alba, tra le due e le tremila persone hanno visitato, ad esempio,  la mostra di Alessandro Chia presso la chiesa di San Domenico. Qui si può ammirare la rivisitazione dei famosi guerrieri in terracotta di Xi’an infiammati dai sui colori e dalla sua arte, evento amplificato dalle foto di Riccardo Bagnoli che ha calato questi guerrieri nella realtà contemporanea: in attesa di un autobus, sui campi di calcio o quali invitati a un banchetto di nozze.
L’origine stessa del tartufo bianco è territorio misterioso, da qui anche le favole che sono nate intorno al tartufo, una Mostra ne racconta la storia, ce ne può spiegare lo spirito?

Durante questi giorni molte scolaresche vengono ad Alba incuriosite dai luoghi e dalle leggende. E quando un oggetto diventa, “magico” è assorbito prima dalla cultura orale e poi da quella scritta e da qui tutte antiche leggende, i racconti per l’infanzia, le storie fantastiche raccontate presso Palazzo Mostre e Congressi di Alba.
Come si spiega questo fascino che dura da secoli legato al tartufo e quindi all’immaginario e al vostro territorio?
Per il tarfufo bianco (magnatum pico)  l’unico modo che ancora abbiamo per ottenerlo è il cammino solitario del “trifulao”, il cercatore di tartufi, che conosce luoghi e piante. Proseguono gli studi, per il nero si è studiato a fondo il genoma, ora si comincia a studiare anche il genoma del bianco, ma si è ben lontani per il bianco dalla possibilità di coltivarlo.
Come avviene la ricerca?
Come sempre. I trifulai sono contadini o coltivatori appassionati che soprattutto nel tardo pomeriggio si muovono con il proprio cane a caccia del tesoro… la ricerca del tartufo è un momento solitario ma la convivialità nasce dopo quando insieme si condivide il pasto.
Cosa ci riserva il prossimo fine settimana?
L’otto novembre avrà luogo la famosa asta del tartufo il cui ricavato andrà in beneficienza come è sempre stato. Quest’anno la città collegata sarà Hong Kong. Ed è sempre un momento di festa per tutti noi.
Un’ultima domanda secondo la sua esperienza quali sono i modi migliori per assaporare il tartufo bianco di Alba?
Con piatti semplici della nostra tradizione: con le uova, con la polenta con le tagliatelle all’uovo fatte a mano con appena una noce di burro e infine con la carne cruda battuta condita solo con sale e pepe e naturalmente con il tartufo.

Come arrivare in auto
A21 Torino – uscita Piacenza uscita Asti Est
A6 Torino – uscita Savona uscita Marene – Cherasco
In aereo più auto: Aeroporto di Torino Caselle seguire poi le indicazioni per Alba (distanza 104 km)

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9/10 2009

Chagall e il Mediterraneo

Chagall e il MediterraneoAvis ha partecipato ieri, in qualità di partner, all’inaugurazione della Mostra che da oggi fino al 17 gennaio 2010 permetterà di accedere a un artista capace di suscitare curiosità, emozione, e gioia.

Nello scenario di Palazzo Blu, che si affaccia sul Lungoarno come un’improvvisa luce azzurra, abbiamo potuto ammirare blu intensi, gialli luminosi e rossi danzanti, e poi fiori, volti di donne amate e l’immaginazione e il genio di Chagall capace di illuminare le storie, se stesso e le tele dal di dentro.
Quest’artista ebreo russo, segnato da quattro esili, sceglie la Francia come terra d’elezione.
Attraverso le cinque sezioni della Mostra si scopre un percorso, una personalità artistica e umana che sembra aver scoperto il segreto della luce della luna. Ogni suo dipinto, ceramica, sembra come illuminato da quella luminescenza unica, sottile e intensamente presente, con cui la luna accende le cose e le persone che tocca.

Il tema della Mostra non è semplicemente un titolo ma il tema portante che dà una connotazione unica alla retrospettiva di Pisa.
Quali sono le connessioni tra un russo ebreo e il Mediterraneo? Che cosa ha permesso quest’unione vissuta nel profondo

Ne abbiamo parlato con la Curatrice della Mostra Claudia Beltramo Ceppi.

Quali sono state le ragioni della scelta del tema dell’esposizione: Chagall e il Mediterraneo.
All’inizio sembrava un tema singolare, ci siamo chiesti: Che cosa lega un ebreo russo con il Mediterraneo? In realtà Chagall visse, in Provenza per più di quarant’anni e durante quel periodo è stato il pittore più celebre del suo tempo. Il primo cui è stata dedicata una mostra al Louvre in vita; Il primo pittore cui è stato dedicato un museo: il Museo Marc Chagall di Nizza. Da De Gaulle ricevette direttamente l’incarico di  dipingere il soffitto dell’Opéra di Parigi, di cui sono esposti i bozzetti alla Mostra in corso, ha realizzato la sala della Musica per il Metropolitan Opera, Lincoln Art Center di New York, e poi ha impresso la sua arte al Parlamento di Gerusalemme.
Ma poi quando è stato possibile conoscere i quadri russi dell’artista, la produzione di Chagall legata al Mediterraneo è stata vista come più “facile” e spesso ai critici non piacciono le cose più facili.
Così è successo che questa sua seconda parte di produzione artistica è stata spessa inaspettatamente trascurata.
C’è un quadro in particolare in cui è visibile, più che in altri, la commistione, l’osmosi tra la nuova terra e Chagall sia come uomo  sia come artista di cui lei ci ha parlato?
Sì. Alla mostra è presente un’opera iniziata nel ‘35 e conclusa solo nel ’46. Si rintracciano i ricordi e l’immaginario della sua terra di origine ma poi ecco comparire i fiori e una striscia bianca luminosa e due teste colorate proprio come la terracotta bianca e verde realizzata sullo stesso tema.
Quest’opera dimostra ancora una volta come Chagall giunto nel Mediterraneo, ne assimili completamente i colori e riesca a sviluppare il suo modo di essere artista e uomo, senza mai perdere le sue radici, e questo avviene scoprendo la Grecia e la sua cultura fatto che trasforma ulteriormente la sua tavolozza, e ancora lavorando sui temi della Bibbia, cui si era già dedicato negli anni’30, ma che in questa sua nuova fase s’illuminano di colori e luci nuove.
Chagall riesce a diventare assolutamente partecipe di questo nuovo mondo in cui ha scelto di vivere e dipingere.
Il tema dell’immigrazione è sicuramente uno dei fili rossi di questa Mostra.
Sì, Chagall era in Francia un emigrante, oggi sarebbe classificato come un sans –papier, un clandestino. Ma allora riuscì a stabilirsi in una terra che lo accolse e Chagall riuscì a radicarsi così bene nella sua nuova patria da diventare un sicuro riferimento per la cultura stessa del paese.
C’è anche stato un incontro tra una personalità come quella di Chagall ebreo errante dalla mentalità curiosa, aperta e duttile e un mare come il Mediterraneo che per definizione è il mare che accoglie.
Esattamente, e questo incontro non a caso è raccontato a Pisa: città cosmopolita e tollerante per tradizione storica e culturale. Oltretutto questa Mostra ci porta a riflettere sulla differenza tra un passato prossimo e il presente. Quante personalità, unicità, storie e culture respingiamo invece di accogliere e quanto sottraiamo a noi stessi con quest’atteggiamento?

Chiudiamo queste riflessioni con una frase con cui Marc Chagall descrive se stesso e il suo modo di sentire e raccontare il mondo:
“Forse la mia arte è un’arte insensata, un mercurio cangiante, un’anima azzurra che precipita sopra i miei quadri. “.

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4/07 2009

Intervista al team di nuoto sincronizzato

Durante l’Avis Party a Fregene abbiamo intervistato una delegazione della squadra femminile di nuoto sincronizzato, che ci racconta le tappe di avvicinamento a questi Mondiali di Roma con qualche curiosità da…spogliatoio

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8/06 2009

La sorella dei tuffi

Maria Marconi

Maria Marconi

Qualche giorno fa ha dichiarato che i Mondiali di Roma potrebbero essere la sua ultima gara, intanto noi abbiamo avuto modo di apprezzarne la verve e la voglia di fare sempre il meglio. Maria Marconi completa una famiglia di tuffatori che si avvicina ai Mondiali con tante speranze.

Maria raccontaci l’argento agli Europei di Torino.
È stata una soddisfazione enorme. L’anno scorso sono uscita al secondo tuffo rompendomi un piede, quindi la voglia di fare risultato era doppia.
Oltretutto dopo le Olimpiadi di Pechino mi sono resa conto di essere cresciuta molto nella gestione delle gare e speravo di raccogliere i primi frutti.

Ora ti resta solo da battere Tania (Cagnotto ndr).
Ma guarda che qualche volta l’ho già battuta! Con Tania abbiamo fatto tutto il percorso insieme. Io rispetto a lei verso i diciotto anni mi sono attardata un po’ a decidere se proseguire questa attività a livello agonistico o fare una vita “normale”. Sto pagando un po’ quella incertezza ma ora sono convinta di essere al massimo livello.

A tutti gli sportivi chiediamo se ci raccontano un pre-gara, come è il tuo?
È molto semplice, faccio un riscaldamento entrando in acqua un’ora prima della gara, poi cerco di stare in mezzo al gruppo, magari in silenzio con la musica nelle orecchie. La notte prima dormo tranquillamente, sono una che dorme ovunque ed in ogni circostanza!

Quale è il momento più duro di una preparazione?
C’è un periodo lontano dalla gara che è molto duro, perché ti prepari, ti alleni duro ma poi chissà cosa potrà succedere dopo tanti mesi il giorno della gara. Poi un altro momento critico è a due settimane, perché inizi a cercare quella perfezione necessaria per il nostro sport.

Dagli Europei ai Mondiali sempre in Italia.
Speriamo che a Roma ci sia lo stesso clima infuocato di Torino. Si perché la pressione sarà tanta, ma è per noi importantissimo avere il pubblico dalla nostra parte. Ho ancora i brividi a pensare ai 5.000 spettatori di Torino che ci incitavano. C’è comunque la grande paura di deludere le aspettative del pubblico.

A parte le cinesi, quali ousider per i Mondiali?
Le americane e le australiane sono veramente agguerrite, arriveranno preparatissime. Però in una competizione come questa può succedere di tutto ed io mi sento in grado quantomeno di infastidirle.

Cercherai di seguire altri sport ai Mondiali?
Spero proprio di si. In questi anni abbiamo instaurato un bellissimo rapporto con tutti gli atleti, anche sei io sono un’appassionata di pallanuoto ed andrò a seguire le gare. Mi piace molto anche il nuoto sincronizzato.

Questa famiglia Marconi di tuffatori: come gestisci i tuoi fratelli?
Ma sono loro a dover gestire me che son la più scatenata! In questo sono molto simile a Tommaso, con il quale infatti riusciamo a condividere del tempo anche fuori dallo sport. Invece mio fratello Nicola è il più tranquillo e riflessivo dei tre, a lui mi rivolgo per chiedergli qualche consiglio vista la sua grande esperienza.

Maria sfruttiamo la tua sensibilità di donna: cosa si può fare per lo sport in Italia?
So di dire qualcosa di poco popolare, ma si deve fare qualcosa per limitare lo strapotere del calcio in termini economici e di visibilità. Sinceramente io come altri sportivi speravamo che con le recenti vicissitudini (Calciopoli ndr) si potesse avere più spazio per gli altri sport, ma nulla da fare.

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