Il Salento ha il suo cuore nella provincia di Lecce e tocca parte di quella di Brindisi sull’Adriatico e di Taranto, sul mar Ionio. Paesaggi incantevoli ma non solo, come dimenticare il barocco leccese, le sue forme e la sua luce impressa in molti film di successo, tra gli ultimi, “Le Mine Vaganti” di Ferzan Özpetek.
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Lecce, e la sua luce – Tra le tantissime chiese ricordiamo la basilica di Santa Croce, iniziata nel Trecento e completata solo nel tardo Seicento. Nella parte vecchia della città si erge il Duomo, che con vescovado, seminario e campanile, si affaccia nella suggestiva piazza Duomo.
Da non perdere il castello, riedificato per ordine di Carlo V a metà del XVI secolo, e l’anfiteatro romano, che occupa buona parte di piazza Sant’Oronzo.
Nardò – Piccolo centro a pochi chilometri dal mare, ha radici antichissime risalenti al Paleolitico. Il centro cittadino rivela imponenti e ricercate architetture barocche, che rivaleggiano con quelle di Lecce. La Cattedrale presenta forme romanico-gotiche.
Gallipoli - Si trova sulla costa occidentale della penisola salentina ed è divisa in due parti: il borgo, o parte nuova della città, e il centro storico costruito su un’isola di origine calcarea, collegata alla terraferma tramite un ponte. La città vecchia racchiude piccoli gioielli, come la Cattedrale, in stile barocco, risalente al Seicento e dedicata a Sant’Agata, e il Castello, di età angioina.
Melpignano - La presenza di menhir individua nell’età del Bronzo l’origine dei primi insediamenti nell’area. La piazza di San Giorgio, con l’omonima chiesa, è una delle più suggestive del Salento. Nello spazio antistante ogni anno ad agosto si tiene la serata conclusiva della Notte della Taranta, rassegna di musica popolare.
Otranto - Sulla punta più ad est d’Italia, è crocevia tra il Mediterraneo e l’Oriente. Il borgo antico è racchiuso da una possente muraglia fatta costruire dagli Aragonesi. La Cattedrale vanta almeno tre primati: è la più grande delle chiese pugliesi, è considerata una delle più alte espressioni del romanico pugliese e conserva nel pavimento interno l’unico mosaico a tema religioso superstite nel Mezzogiorno.