La sorella dei tuffi

By avisitalia | June 8, 2009 at 3:00 pm | No comments | News dal mondo Avis | Tags: , , , , , , , , , , ,

Maria Marconi

Maria Marconi

Qualche giorno fa ha dichiarato che i Mondiali di Roma potrebbero essere la sua ultima gara, intanto noi abbiamo avuto modo di apprezzarne la verve e la voglia di fare sempre il meglio. Maria Marconi completa una famiglia di tuffatori che si avvicina ai Mondiali con tante speranze.

Maria raccontaci l’argento agli Europei di Torino.
È stata una soddisfazione enorme. L’anno scorso sono uscita al secondo tuffo rompendomi un piede, quindi la voglia di fare risultato era doppia.
Oltretutto dopo le Olimpiadi di Pechino mi sono resa conto di essere cresciuta molto nella gestione delle gare e speravo di raccogliere i primi frutti.

Ora ti resta solo da battere Tania (Cagnotto ndr).
Ma guarda che qualche volta l’ho già battuta! Con Tania abbiamo fatto tutto il percorso insieme. Io rispetto a lei verso i diciotto anni mi sono attardata un po’ a decidere se proseguire questa attività a livello agonistico o fare una vita “normale”. Sto pagando un po’ quella incertezza ma ora sono convinta di essere al massimo livello.

A tutti gli sportivi chiediamo se ci raccontano un pre-gara, come è il tuo?
È molto semplice, faccio un riscaldamento entrando in acqua un’ora prima della gara, poi cerco di stare in mezzo al gruppo, magari in silenzio con la musica nelle orecchie. La notte prima dormo tranquillamente, sono una che dorme ovunque ed in ogni circostanza!

Quale è il momento più duro di una preparazione?
C’è un periodo lontano dalla gara che è molto duro, perché ti prepari, ti alleni duro ma poi chissà cosa potrà succedere dopo tanti mesi il giorno della gara. Poi un altro momento critico è a due settimane, perché inizi a cercare quella perfezione necessaria per il nostro sport.

Dagli Europei ai Mondiali sempre in Italia.
Speriamo che a Roma ci sia lo stesso clima infuocato di Torino. Si perché la pressione sarà tanta, ma è per noi importantissimo avere il pubblico dalla nostra parte. Ho ancora i brividi a pensare ai 5.000 spettatori di Torino che ci incitavano. C’è comunque la grande paura di deludere le aspettative del pubblico.

A parte le cinesi, quali ousider per i Mondiali?
Le americane e le australiane sono veramente agguerrite, arriveranno preparatissime. Però in una competizione come questa può succedere di tutto ed io mi sento in grado quantomeno di infastidirle.

Cercherai di seguire altri sport ai Mondiali?
Spero proprio di si. In questi anni abbiamo instaurato un bellissimo rapporto con tutti gli atleti, anche sei io sono un’appassionata di pallanuoto ed andrò a seguire le gare. Mi piace molto anche il nuoto sincronizzato.

Questa famiglia Marconi di tuffatori: come gestisci i tuoi fratelli?
Ma sono loro a dover gestire me che son la più scatenata! In questo sono molto simile a Tommaso, con il quale infatti riusciamo a condividere del tempo anche fuori dallo sport. Invece mio fratello Nicola è il più tranquillo e riflessivo dei tre, a lui mi rivolgo per chiedergli qualche consiglio vista la sua grande esperienza.

Maria sfruttiamo la tua sensibilità di donna: cosa si può fare per lo sport in Italia?
So di dire qualcosa di poco popolare, ma si deve fare qualcosa per limitare lo strapotere del calcio in termini economici e di visibilità. Sinceramente io come altri sportivi speravamo che con le recenti vicissitudini (Calciopoli ndr) si potesse avere più spazio per gli altri sport, ma nulla da fare.

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