O almeno così si credeva una volta, ma ancora adesso il tartufo bianco oltre ad essere un oggetto del desiderio e rimasto avvolto da quell’alone di mistero riservato solo alle persone, luoghi o elementi dal fascino senza tempo.
Ne abbiamo parlato con l’Assessore al Turismo il Dot. Antonio de Giacomi che oltre ad essere estremamente disponibile, ha trasmesso a noi dell’Avisblog tutta la passione per il territorio di Alba.
Qual è l’andamento di questo importante evento giunto alla sua 79a edizione?
La fiera si concluderà l’8 novembre ma, ad esempio, a dicembre si terrà un incontro tra chef nel Castello Grinzane-Cavour che avrà ovviamente come protagonista il nostro tartufo bianco.
Finora ogni fine settimana tra le decine di migliaia di persone che sono arrivate ad Alba non sono state solo tentate dall’occasione gastronomica ma anche dalle innumerevoli iniziative legate alla Fiera Alba, tra le due e le tremila persone hanno visitato, ad esempio, la mostra di Alessandro Chia presso la chiesa di San Domenico. Qui si può ammirare la rivisitazione dei famosi guerrieri in terracotta di Xi’an infiammati dai sui colori e dalla sua arte, evento amplificato dalle foto di Riccardo Bagnoli che ha calato questi guerrieri nella realtà contemporanea: in attesa di un autobus, sui campi di calcio o quali invitati a un banchetto di nozze.
L’origine stessa del tartufo bianco è territorio misterioso, da qui anche le favole che sono nate intorno al tartufo, una Mostra ne racconta la storia, ce ne può spiegare lo spirito?
Durante questi giorni molte scolaresche vengono ad Alba incuriosite dai luoghi e dalle leggende. E quando un oggetto diventa, “magico” è assorbito prima dalla cultura orale e poi da quella scritta e da qui tutte antiche leggende, i racconti per l’infanzia, le storie fantastiche raccontate presso Palazzo Mostre e Congressi di Alba.
Come si spiega questo fascino che dura da secoli legato al tartufo e quindi all’immaginario e al vostro territorio?
Per il tarfufo bianco (magnatum pico) l’unico modo che ancora abbiamo per ottenerlo è il cammino solitario del “trifulao”, il cercatore di tartufi, che conosce luoghi e piante. Proseguono gli studi, per il nero si è studiato a fondo il genoma, ora si comincia a studiare anche il genoma del bianco, ma si è ben lontani per il bianco dalla possibilità di coltivarlo.
Come avviene la ricerca?
Come sempre. I trifulai sono contadini o coltivatori appassionati che soprattutto nel tardo pomeriggio si muovono con il proprio cane a caccia del tesoro… la ricerca del tartufo è un momento solitario ma la convivialità nasce dopo quando insieme si condivide il pasto.
Cosa ci riserva il prossimo fine settimana?
L’otto novembre avrà luogo la famosa asta del tartufo il cui ricavato andrà in beneficienza come è sempre stato. Quest’anno la città collegata sarà Hong Kong. Ed è sempre un momento di festa per tutti noi.
Un’ultima domanda secondo la sua esperienza quali sono i modi migliori per assaporare il tartufo bianco di Alba?
Con piatti semplici della nostra tradizione: con le uova, con la polenta con le tagliatelle all’uovo fatte a mano con appena una noce di burro e infine con la carne cruda battuta condita solo con sale e pepe e naturalmente con il tartufo.
Come arrivare in auto
A21 Torino – uscita Piacenza uscita Asti Est
A6 Torino – uscita Savona uscita Marene – Cherasco
In aereo più auto: Aeroporto di Torino Caselle seguire poi le indicazioni per Alba (distanza 104 km)