E che Whale watching sia

By avisitalia | August 20, 2009 at 9:00 am | No comments | News dal mondo Avis | Tags: , , , , , , , , , ,

whale watching

whale watching

No, non è l’ennesimo nome per perdere 3 chili in 2 giorni per la prova costume; e neanche una nuova e rara specie da salvare.
Oggi vi raccontiamo una storia, una bella storia dove il mercato incontra il rispetto della natura. E non è cosa da tutti giorni… Dal capitano Achab, ai pescatori giapponesi, a quelli delle Azzorre l’obiettivo è sempre stato quello: la balena.
Balena o cetaceo, piccola o grande, l’importante era procurarsi il grasso, una volta, trasformato in olio per lampade, e ogni altra parte era preziosa, dalle famose “stecche di balena”, che diventavano sinuosi corsetti, all’olio del capodoglio, usato per i profumi.
Nel 2009 il fine principale della caccia è la carne, amata soprattutto in: Giappone, l’Islanda, parte degli Stati Uniti nel Canada.
Ma… oggi c’è un ma! Oggi proteggere i cetacei è più redditizio che ucciderli: secondo un rapporto della Commissione internazionale per la caccia ai cetacei, la International Whaling Commission, il giro d’affari legato al fascino che possono esercitare sugli amanti della natura queste enormi e meravigliose apparenze vale di più del traffico della carne.. Il “whale watching“, ovvero occhialini alla mano e via su barche e gommoni a cercare cetacei, frutta circa due miliardi di dollari l’anno in tutto il mondo, cifra superiore al fatturato medio della loro caccia.
Non la chiamereste una storia a lieto fine?
E se ne avete voglia cliccate su www.whalewatchliguria.it

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